venerdì 25 maggio 2012

AYURVEDA: DESCRIZIONE DEI SAPORI


DOLCE (mandhura)  + KAPHA; - PITTA e VATA
Le sue qualità: PESANTE, RINFRESCANTE, UNTUOSO

Il dolce è un gusto che aumenta notevolmente Kapha. 
Mangiare alimenti dolci svilupperà nel corpo le qualità Kapha: freddezza, pesantezza (per l'aggiunta di grasso), stabilità ed energia fisica. 
Dato che per natura i tipi Kapha sono quelli più facilmente soddisfatti, il dolce è il gusto più soddisfacente. 
E' tipicamente Kapha avere una natura dolce e materna; non a caso fin dall'infanzia l'elemento materno è rappresentato da due tipici alimenti Kapha, il latte e lo zucchero. Tutti i cibi che danno la sensazione di essere nutrienti e che danno soddisfazione hanno di solito una componente dolce. 
Per esempio, tutti i tipi di carne e gran parte dei cereali sono considerati dolci. Il grano, il riso e la pasta, secondo l'Ayurveda, hanno un gusto dolce. Essendo un derivato del latte, anche il burro ghi (burro chiarificato) è un altro alimento dolce ed è considerato il rimedio migliore per bilanciare Pitta. 
Gli alimenti dolci, inoltre, sono lenitivi e danno sollievo alla sete. 
Se ci si sente nervosi e instabili, segno del risveglio di Vata, il dolce tranquillizzerà, così
come attenuerà il fuoco di Pitta, per esempio quando ci si sente in collera.

A livello fisico il dolce è un sapore che dà struttura, nutre il corpo e la mente e favorisce la crescita dei tessuti, ma quando lo si usa troppo, crea anche eccesso di muco, congestioni, tosse, raffreddore, diabete, sovrappeso, e riduce le difese immunitarie. Troppo dolce dà la nausea.

A livello mentale dona sazietà, soddisfazione, amore, compassione e gioia, ma in eccesso crea attaccamento, dipendenza emotiva, avarizia e possessività; inoltre, invece di stabilizzare la mente, la rende pigra e ottusa. 

SALATO (lavana) = ACQUA + FUOCO...continua a leggere...

venerdì 18 maggio 2012

ANTICO EGITTO: GLI DEI (parte introduttiva)


Già nel periodo arcaico meraviglia la molteplicità delle forme, che resterà una costante 
della religione egizia. Si trattava di idoli o di semplici rappresentazioni del divino. 
Durante le prime dinastie la creazione di statue divine era un'attività regale estremamente importante che rafforzava il ruolo sacerdotale del re come intermediario fra uomini e dei.

L'immagine del dio fa la sua comparsa in Egitto piuttosto tardi. 
Durante l'epoca preistorica gli dei venivano venerati in forma di animali (zoolatria). Nonostante le figurine umane in avorio o argilla rinvenute in sepolture della cultura badariana e soprattutto nagadiana siano state interpretate nel passato come divinità, recenti studi hanno dimostrato che si tratta a volte di bambole, offerte votive o di nemici barbuti. La realtà è che non ci sono prove certe della venerazione di divinità antropomorfe in epoca preistorica.
In questo periodo si moltiplicano le sepolture di animali, specie sciacalli e gazzelle, inumati con cura e accompagnati da suppellettili funerarie. Nello stesso periodo anche le palette cosmetiche diventano zoomorfe, utilizzate per macinare malachite o altre pietre per ottenerne cosmetici. La loro forma più comune è quella dei pesci presenti nelle acque del Nilo; si ipotizza che essi fossero amuleti di vita eterna.
Infine, all'alba del periodo dinastico, compaiono le palette decorate da animali in rilievo. Molte di esse dimostrano scene di battaglia nelle quali i vincitori assumono forme di animali (leoni, tori, ma anche uccelli), mentre gli sconfitti sono raffigurati nudi nella loro forma umana. Così i primi faraoni dell'Egitto portano il nome di animali come il re Scorpione, re Narmer (pesce gatto) e Cobra. Sembra dunque che gli uomini all'alba dell'Egitto storico si sentissero ancora in condizioni di inferiorità rispetto agli animali...continua a leggere...

giovedì 17 maggio 2012

AYURVEDA: TIPI VATA PITTA KAPHA


Il tema del tipo Vata è la "variabilità".

Dal punto di vista fisico sono i più magri dei tre tipi, hanno spalle e/o anche strette e una costituzione agile e snella.
L'irregolarità fisica è un prodotto dell'eccesso di Vata:possono essere molto alti o molto bassi, le mani e i piedi possono essere troppo grandi o troppo piccole, i denti molto piccoli o grandi e prominenti con un'ampia apertura mandibolare.
Sebbene la maggior parte dei tipi Vata sia ben fatta, fra essi sono comuni le gambe arcuate, il piede varo, la curvatura spinale (scoliosi), la deviazione del setto e gli occhi troppo ravvicinati o troppo lontani l'uno dall'altro.
Le ossa possono essere molto leggere o lunghe e pesanti,le articolazioni scricchiolanti le quali, insieme ai tendini e alle vene, tendono in molti corpi Vata a sporgere in fuori poichè lo strato di grasso sotto la pelle è molto sottile. Quest'ultima, in accordo con le qualità di Vata risulta essere secca e ruvida; i capelli anch'essi secchi, ruvidi e ricci.

Dal punto di vista fisiologico hanno un buon appetito e, sebbene esso sia variabile, i Vata 
sono l'unico tipo che può mangiare qualsiasi cosa senza ingrassare anzi, a volte hanno molta difficoltà a guadagnare peso. 


Sono veloci nel mangiare e hanno difficoltà digestive. Preferiscono le bevande calde.



Dal punto di vista psicologico i Vata sono dotati di grande creatività e particolare predisposizione alle attività artistiche.La loro mente è attenta e chiara; il suo tono interiore è vivace.Hanno buona capacità di apprendimento.
Personalità brillanti, vivaci,vibranti, eccitabili, imprevedibili, immaginative e loquaci.


I tipi Pitta...continua a leggere...

mercoledì 9 maggio 2012

ANTICO EGITTO - re DJOSER III DINASTIA (Regno Antico)


L'Antico Regno comprende cinque secoli durante i quali si succedettero quattro dinastie dalla III alla VI; viene definito anche "periodo delle grandi piramidi". 
La capitale venne trasferita a Menfi (da cui la denominazione anche di regno menfita), città fondata a Sud del Delta già nel periodo arcaico precedente. 
In questo periodo il Basso Egitto fu la forza trainante, mentre l'Alto Egitto sprofondò in un periodo di decadenza.
Ci fu un grande sviluppo in tutti i campi, dall'arte all'architettura templare e funeraria, dall'organizzazione centralizzata dello stato alla sicurezza delle frontiere, all'intensificarsi dei rapporti con i paesi vicini, al rafforzamento del dogma reale sulla funzione del faraone. 
Quest'ultimo riuscì a sottrarsi all'eccessiva dipendenza dal clero di Eliopoli (città dove vi era il santuario federale dei popoli d'Egitto) affidando al sacerdote più importante l'incarico di visir (primo collaboratore del faraone). 
Inoltre  consolidandosi  il carattere divino del potere del re,  egli assunse il titolo di "Horo" e talvolta di "Figlio di Ra"  secondo la teologia di Eliopoli...


...Sebbene non ci siano dati certi che dicano che egli sia stato il primo faraone, Djoser viene tuttavia considerato il vero fondatore della III dinastia, che segnerà una svolta decisiva nell'evoluzione religiosa, artistica e sociale dell'Antico Egitto.
Succedette al fratello Nebka, e il su primo nome, o nome di Horo, era Neterkhet, mentre il nome Djoser fu quello più frequentemente riconosciutogli a partire dal Medio regno.
Quello di cui siamo certi è che Djoser regnò su un Egitto Unito...continua a leggere...

domenica 6 maggio 2012

OLIGOELEMENTI: LE DIATESI


Menetrier arrivò infine a capire che l'attività terapeutica degli oligoelementi doveva essere
messa in rapporto con i terreni organici individuali.
Egli ne identificò quattro tipi e li definì DIATESI
Il termine diatesi proviene dalla medicina classica e significava: predisposizione
a contrarre una determinata affezione patologica (malattia).
Questo concetto di diatesi oggi è superato e ha poco a che fare con le diatesi di Menetrier.
In medicina funzionale il concetto di diatesi è sovrapponibile al concetto di terreno.
Esso è definibile come una condizione reversibile prelesionale caratterizzata da sintomi che possono regredire fino a scomparire del tutto in seguito alla terapia con oligoelementi specifici.
Il terreno o l'ambiente in cui una persona vive può essere: ACIDO (ridotto e ossidato) e ALCALINO (ridotto e ossidato). 
Per quanto riguarda le diatesi invece, le prime due sono quelle DI NASCITA, 
mentre la tre e la quattro sono considerate INVOLUTIVE, ossia conseguenti ad uno stile di vita cattivo o all'invecchiamento...continua a leggere...

venerdì 27 aprile 2012

IL RE SCORPIONE - ANTICO EGITTO


Il re Scorpione appartiene al periodo predinastico recente definito anche dinastia zero. Il suo nome è riportato su diversi oggetti, ma il documento fondamentale è la stupenda testa di mazza in calcare proveniente dal sito di Ierancopoli: decorata ad altorilievo con diverse scene e il tema di tutte è l'apparizione di un faraone nella storia. 
Le rappresentazioni sono distribuite su tre registri, disposizione tipica dell'arte egizia, che rimarrà immutata nel corso delle 
diverse epoche. 
Sul registro superiore sono raffigurate insegne di province, uccelli morti e archi appesi ai pavesi che servono da supporto alle insegne. La rappresentazione ha un significato preciso: il re Scorpione afferma la sua sovranità sulle province dall'Alto Egitto...continua a leggere...